Siamo protagonisti del nostro territorio: il progetto Caritas
Essere parte attiva della comunità, mettere le proprie capacità al servizio degli altri e scoprire il valore della solidarietà. È questo lo spirito che anima il progetto di cittadinanza attiva di Fondazione Anffas Ticino ETS in collaborazione con Caritas a Somma Lombardo.
Dal 2023, la Fondazione Anffas Ticino ETS collabora con Caritas sul territorio di Somma Lombardo attraverso un progetto di cittadinanza attiva che coinvolge alcune persone frequentanti il Centro Socio-Educativo (CSE) e i Servizi di Formazione all’Autonomia (SFA).
Il loro impegno si concretizza in tre attività: il recupero delle eccedenze alimentari, lo smistamento e il riordino dei prodotti e la consegna della spesa a domicilio alle persone in difficoltà. Un’esperienza che unisce solidarietà, responsabilità e partecipazione alla vita della comunità.
Dallo spreco alimentare alla solidarietà
Il progetto nasce dalla consapevolezza dello spreco alimentare che si verificava durante il pranzo al Centro Anffas. L’educatrice Annalisa ha iniziato a raccogliere il cibo avanzato e a distribuirlo attraverso la propria rete di conoscenze. Successivamente, il contatto con Caritas ha permesso di trasformare questa iniziativa in un percorso più strutturato.
Oggi, il cibo avanzato durante i pranzi del lunedì e del martedì viene consegnato il mercoledì al Centro di Ascolto Caritas. Le eccedenze del giovedì e del venerdì vengono invece destinate alla distribuzione nell’ambito dell’attività di spesa sociale.
Mettere le proprie capacità al servizio degli altri
Da circa un anno, Margherita, Lorenzo, Santo, Francesca e Diego si recano ogni mercoledì pomeriggio presso il Centro di Ascolto Caritas di Somma Lombardo per occuparsi dello smistamento dei prodotti alimentari e del riordino degli scaffali.
I prodotti provengono da supermercati, dal Banco Alimentare, dalla Croce Rossa e da altre realtà sociali, religiose e locali. Il lavoro richiede attenzione e concentrazione: è necessario controllare le confezioni, individuare quelle danneggiate e verificare le date di scadenza. Successivamente, i prodotti vengono organizzati dalle volontarie Caritas nelle borse destinate alla distribuzione della spesa sociale del venerdì pomeriggio.
Come racconta l’educatrice Annalisa, “i partecipanti sono molto motivati e affrontano questa attività con grande responsabilità. È un’attività che punta a valorizzare le loro capacità e, per qualcuno, contribuisce anche a ridurre l’ansia da prestazione.”
Annalisa parla di una doppia soddisfazione: da una parte, quella di svolgere bene il proprio lavoro; dall’altra, la consapevolezza di fare qualcosa di utile per gli altri.
È proprio qui che si coglie il valore più profondo del progetto. I partecipanti diventano protagonisti attivi di un servizio per la comunità: non sono soltanto destinatari di aiuto, ma persone che possono offrire il proprio contributo e fare la differenza nella vita degli altri.
La partecipazione al progetto è stata definita dalle educatrici e dalle coordinatrici, tenendo conto delle capacità e delle esigenze di ciascuna persona. C’è però una storia particolare: quella di Francesca, che ha chiesto di prendere parte all’attività perché sogna di lavorare come scaffalista nel supermercato vicino a casa. Un desiderio personale che, attraverso questa esperienza, può trovare uno spazio concreto per essere coltivato.
La spesa sociale: un gesto che crea relazioni
Un’altra parte importante del progetto è l’attività di spesa sociale, seguita dall’educatrice Stefania e avviata nel maggio 2025. Vi partecipano Artiom, Massimiliano e Diego, che consegnano a domicilio i viveri destinati a persone ammalate, anziani e famiglie numerose del territorio.
La spesa comprende sia il cibo recuperato dal Centro CSE e SFA, sia i prodotti raccolti presso il Centro di Ascolto Caritas. Attraverso queste consegne, i partecipanti contribuiscono a rispondere a bisogni concreti e, allo stesso tempo, sviluppano competenze sociali e relazionali grazie al contatto con volontari, operatori e beneficiari. L’attività promuove inoltre la solidarietà, l’aiuto reciproco e la cittadinanza attiva.
Stefania racconta: “I partecipanti ricevono un forte riconoscimento per quello che fanno, perché sentono di realizzare qualcosa di bello per gli altri e i beneficiari sono molto grati. Molte persone ci tengono a fare qualche chiacchiera e, con il tempo, si sono instaurati dei legami. Veniamo visti come volontari a cui essere grati e, in questo contesto, la disabilità passa in secondo piano.” Le consegne diventano così occasioni di incontro, scambio e relazione.
Il Centro di Ascolto Caritas: ascoltare e accogliere
Per comprendere appieno il valore di questa collaborazione, è importante conoscere anche la realtà del Centro di Ascolto Caritas, che accoglie le persone in difficoltà e le accompagna in un percorso di sostegno.
Le richieste iniziali riguardano spesso bisogni materiali, come la necessità di ricevere generi alimentari o di affrontare il pagamento delle bollette e dell’affitto. Con l’ascolto, tuttavia, possono emergere difficoltà più profonde, di natura emotiva e sociale, che si nascondono dietro alle necessità economiche.
Il Centro rappresenta il primo punto di contatto di una rete territoriale che coinvolge anche altri servizi, tra cui gli assistenti sociali del Comune. Oltre alla distribuzione di alimenti e vestiario, vengono sostenuti percorsi di inserimento lavorativo, in base alle necessità delle persone.
Il principio alla base di questa realtà è l’accoglienza: chiunque può rivolgersi al Centro e le risorse vengono distribuite secondo criteri di equità, per rispondere ai bisogni delle persone e delle famiglie.
Anna, volontaria da 26 anni, racconta che tra le persone che si rivolgono al Centro ci sono soprattutto famiglie, persone sole e anziani. Le difficoltà più frequenti riguardano l’aumento degli affitti e delle bollette, la fatica a trovare un lavoro e l'impossibilità di acquistare vestiti e materiale scolastico per i figli. Per gli anziani, in particolare, il pagamento del riscaldamento durante l'inverno rappresenta spesso un problema significativo.
Un dato che invita a riflettere è che, secondo quanto riferito dalla volontaria, il 60% delle persone in difficoltà assistite è di nazionalità italiana. Nel complesso, il Centro offre sostegno a circa 400 persone nell’arco di un mese sul territorio di Somma Lombardo.
Una comunità in cui tutti possono dare e ricevere
La collaborazione tra Fondazione Anffas Ticino ETS e Caritas dimostra come la cittadinanza attiva possa diventare un’opportunità concreta di crescita, partecipazione e inclusione.
Attraverso attività quotidiane, come riordinare uno scaffale, recuperare del cibo o consegnare una borsa della spesa, i partecipanti mettono in gioco le proprie capacità, sviluppano nuove competenze e costruiscono relazioni significative.
La Fondazione Anffas Ticino ETS è orgogliosa di far parte di questo percorso di solidarietà e sostegno sociale. Un’esperienza che ci ricorda come ciascuno di noi possa avere bisogno di aiuto in alcuni momenti della vita, ma anche come tutti possano contribuire al benessere degli altri.