Attraverso il teatro, la Fondazione Anffas Ticino ha portato in scena un’esperienza dedicata alla pace, alla relazione e alla valorizzazione delle capacità espressive delle persone coinvolte.
La rappresentazione “Una pace tutta diversa”, realizzata presso il Teatro di Gavirate in collaborazione con il Centro di Formazione Musicale - Corpo Musicale S. Cecilia (CFM), è stata il risultato di un percorso di teatroterapia e partecipazione.
Cinque persone che frequentano la Fondazione Anffas Ticino – Alessio, Annamaria, Matteo, Gabriele e Giovanni – hanno preso parte al progetto, accompagnate dall'educatrice Susanna Borsani e dal teatroterapeuta Andrea Benvenuto.
Il tema della rappresentazione è stato la pace nel mondo, nella dimensione sociale e interiore.
I partecipanti di Anffas Ticino si sono esibiti insieme ad altri gruppi di diverse fasce d’età: un gruppo di bambini e adolescenti del Centro di Aggregazione Giovanile di Gavirate e un gruppo di persone anziane ospiti della Fondazione D. Bernacchi di Gavirate.
Il percorso ha valorizzato le capacità espressive di ciascun gruppo. Come ha sottolineato il teatroterapeuta Andrea Benvenuto, “le persone sono dei bauli e bisogna mettere in risalto le capacità di ciascuno”. I bambini e gli adolescenti si sono dedicati al canto, le persone anziane hanno letto lettere indirizzate a Irene — nome che in ebraico significa “pace” — mentre gli attori di Anffas Ticino hanno portato in scena movimenti corporei accompagnati dalle parole delle persone anziane.
Il lavoro finale è stato il risultato di un percorso più ampio, iniziato nei mesi precedenti, durante il quale i tre gruppi hanno lavorato prima separatamente e poi insieme, con l’obiettivo di creare uno spazio di incontro e relazione, più che una semplice esibizione estetica.
Gli attori di Anffas Ticino hanno intrapreso dieci incontri di teatroterapia guidati da Andrea Benvenuto, durante i quali hanno lavorato sull’avvicinamento al proprio corpo e alla propria espressività. Il percorso ha favorito il benessere emotivo, riducendo ritiro, passività e frustrazione, e sostenendo l’espressione delle emozioni.
Ha inoltre stimolato attenzione, memoria procedurale e funzioni esecutive di base attraverso esercizi ripetuti, sequenze motorie e azioni strutturate. Infine, ha sostenuto la consapevolezza corporea e l’integrazione corpo-mente attraverso pratiche somatiche accessibili.
Attraverso questo lavoro, i partecipanti hanno potuto riavvicinarsi al proprio corpo, imparando a non viverlo come un ostacolo.
Il lavoro sul corpo ha così assunto un significato più ampio: non solo un’espressione artistica, ma anche un percorso verso la pace interiore e la relazione con l’altro e con il mondo.
“Le difficoltà devono essere viste come esplorazioni”, afferma Andrea Benvenuto, che con questa frase invita a riconsiderare le difficoltà motorie non come limiti o elementi di vergogna, ma come possibilità di esplorazione e conoscenza attraverso le quali lavorare sulle proprie potenzialità di natura fisica, cognitiva, sensoriale e relazionale.
Per il teatroterapeuta, l’esperienza è stata significativa anche per la possibilità di costruire un percorso flessibile e adattabile ai diversi livelli di funzionamento, valorizzando le risorse individuali e il potenziale espressivo di ciascuna persona, anche se il percorso di dieci incontri rappresenta solo un primo passo.